SALMO 73

Dio è tra la gente di Kariobangi e vicina è la sua giustizia.

Come è buono il Signore con chi è giusto con chi conserva un cuore puro e vivo! Però a momenti anche io cadevo,

quasi inciampavo:

un poco per disgusto

un poco per invidia dei potenti vedendo tanto prosperi i violenti.

Essi non sanno cosa è sofferenza, la pancia han sempre piena, senza affanni,

sono arroganza e boria i loro anni, affamati di orgoglio e di violenza: le loro labbra parlan con malizia, tramano ragnatele di nequizia.

Fino al cielo innalzano la bocca, la loro lingua spazza le contrade, perciò siedono in alto, sulle spade,

la piena delle acque non li tocca. «Forse che Dio mai ci potrà vedere?» ridono e ammucchiano oro e più potere.

Invano dunque io serbo puro il cuore ed ogni giorno abbraccio il mio dolore?

Avessi detto «Parlo come loro!» avrei tradito la Tua discendenza. Proprio non capivo il Tuo lavoro finché non venni alla Tua Presenza: ecco, li poni dove nulla è fisso, li fai precipitare in un abisso!

In un istante Tu li fai sparire, li finisci, distrutti di spavento,

come in un sogno tu li fai svanire arriva l’alba e son dispersi al vento. Dunque ero io lo stolto a non capire, sciocco ero nel crudo mio tormento!

E così resto alla Tua Presenza,

mi dai la mano, guidi la mia storia, mi tieni dolce senza violenza,

ecco, mi accogli in seno alla Tua Gloria: il corpo mio svanisce con le ore,

ma tu resti la roccia del mio cuore.

Avrò io forse qualcun altro in cielo? Amerò forse qualcun altro in terra? Tu la mia sorte in questa amara serra, Tu il mio destino eterno, senza velo: se lontano da Te è morte certa

tienimi avvinto alla Tua dolce offerta! Sei Tu il mio bene,

la mia ricompensa,

Tu il mio rifugio,

Tu la mia potenza.

Per questo

dico le tue meraviglie

presso le porte di Kariobangi e Korokocho a padri e madri,

ai figli ed alle figlie.